La Sindone

La Sindone è un’immagine di luce  Di Dimitri Salonia, gramde scoperta nella  relazione 15 aprile 2006 Il simposio della sacre sindone

La relazione di Dimitri Salonia

E’ stato scientificamente accertato che la sindone non è un dipinto, né una fotografia per l’assenza di pigmenti e perché l’immagine non possiede alcuna direzionalità, come è stato dimostrato con la

trasformata di “Fourier”.

Né si tratta di una semplice immagine per contatto, essendo ricca di sfumature delicate, ritmi cromatici di ombre e luci così perfette da rendere tridimensionale il corpo.

Anzi è certo, perché è stato verificato al “computer” che si tratta di un’immagine tridimensionale, dato che le parti del corpo più distanti rispetto al piano del telo sindonico si presentano più chiare e sbiadite.

L’unica immagine tridimensionale su superfice piana esistente al mondo è la Sindone.

La Sindone è anche l’unica immagine Acheropita, la cui autenticità è stata confermata.

La sacra sindone ripiegata di S. Giudice Taddeo.L’impronta

tridimensionale

straordinariamente, sulla superficie piana del telo sindonico, perché non si tratta di fotografia, né di dipinto, ma di “impronta”.

Nel grande dizionario della lingua italiana del Battaglia si dă la definizione di impronta: Segno o traccia lasciata da un corpo premuto o appoggiato su un altro, che per lo.più_ne conserva approssimativamente la forma. – In particolare: orma.

E ancora, l’impronta viene definita come “sigillo”, o “l’impressione di un timbro”, come Pimmagine impressa con procedimento tipografico”, “calco o riproduzione”

Ma per estensione l’impronta è la traccia, la macchia lasciata da un corpo solido su una superficie; nel nostro caso è la traccia indelebile lasciata dal corpo di Cristo premuto contro il tessuto del lino sindonico, nel quale era avvolto.

E’ l’impronta di rassomiglianza del volto di Gesü e dell’aspetto generale del suo corpo, deposto e disteso sulla pietra sepolcrale.

E’ la traccia superstite, il vestigio e il ricordo della figura e dell’immagine di Cristo.

A questo punto, occorre fare una precisazione: quando noi parliamo di impronte sindoniche, non ci possiamo riferire soltanto alla copia frontale e dorsale del corpo di Cristo, ma a tutte le tracce visibili sul tessuto.

– Le bruciature prodotte dagli incendi e i segni delle toppe usate dalle suore per le riparazioni del lino, che nel 2002 sono state rimosse).

Le macchie dell’acqua usata per spegnere gli incendi che hanno prodotto le bruciature, in corrispondenza delle pieghe del tessuto.I piccoli fori posizionati a forma di L, che sono forse i segni delle ustioni prodotte da un altro incendio, sempre in prossimità delle piegature del lino.

Le crosticine di cera lasciata dalle candele accese dai devoti.

Tanti altri segni, meno visibili, lasciati nel corso dei secoli da interventi umani, da vegetali, minerali vari, e da altri agenti.

Le colature di sangue che testimoniano tutte le torture subite da Gesù prima della crocifissione e il colpo di lancia al costato dopo la morte.

E infine, si vede, anzi si intravede l’impronta di una toccante immagine frontale e dorsale del cadavere di un uomo alto più di un metro e ottanta, flagellato e crocifisso.

Senonchè, mentre le tracce di sangue si vedono chiaramente anche nella facciata posteriore, verso o retro del lino sindonico, in quanto il liquido ha attraversato il tessuto da una parte all’altra, invece, l’impronta dell’Uomo della Sindone non è impressa nella parte posteriore del lino, che non era contatto con il corpo in quanto si tratta di un’immagine superficiale, che riguarda soltanto le fibre della facciata anteriore del tessuto.

La Sindone & un’immagine superficiale, in quanto è impressa solo nella superficie del telo Sindonico, e non penetra nelle fibre del lino.

Pertanto, se fosse possibile affettare, ad esempio con un raggio laser, le fibre superficiali, il lino dovrebbe apparire bianco, senza l’immagine di Cristo.

Ritengo tuttavia che l’immagine resterebbe sempre impressa sul lino, in quanto, malgrado sia superficiale, non è stata aggiunta (dipinta, stampata o fotografata) sul suddetto supporto, ma ne fa parte integrante, impronta indelebile, che non si può cancellare senza distruggere la tela, come la sua stessa trama.Sarebbe cosi impossibile separare l’immagine del corpo dal telo

Sindonico, definito “Sindone” sia per indicare l’immagine di Cristo, che per indicare il lino..

– Quel tessuto nelle cui fibre il corpo e il volto di Cristo si sono compenetrati, modificandone la stessa composizione molecolare.

– La metamorfosi del telo ha fermato il momento, l’attimo della

“trasfigurazione” di Cristo, della sua resurrezione.

E’ questa compenetrazione che ci consente, dopo 2000 anni, di vedere ancora il segno tangibile della resurrezione.

Non più la passione e morte di Gesù Cristo, ma la resurrezione, senza la quale la morte di Cristo sarebbe stata inutile, anzi una disgrazia,

un crimine.Quella fronte alta, le tempie e le arcate sopraccigliari prominenti. 1 capelli divisi centralmente, lunghi e ricadenti sulle spalle, gli occhi grandi e a mandorla, il naso dritto e allungato con le narici pronunciate, la bocca larga con il labbro superiore sottile e quello inferiore carnoso e ben disegnato, gli zigomi alti, e soprattutto la posizione delle mani, con la mano destra appoggiata sulla mano sinistra, le dita allungate.

Questa è l’immagine della sindone, tramandata sul sacro lino!

Ma è anche, paradossalmente, il ritratto più famoso della storia dell’arte, la Gioconda di Leonardo da Vinci

O si tratta di una straordinaria coincidenza, senza alcun precedente, o questa è la prova che Leonardo conoscesse l’immagine impressa st

telo sindonico.Ma ciò non dimostra che l’archeropito per eccellenza (direi quasi per antonomasia) sia opera di Leonardo.

Così anche, se la bocca della Gioconda sembra nascondere un segreto, e voler rappresentare addirittura il dorso, la schiena di Cristo impressa nella parte posteriore del Telo Sindonico, ciò non dimostra che la Sacra Sindone sia opera di Leonardo.

Ecco i 10 punti di convergenza fra le labbra della Monna Lisa ed il dorso dell’uomo della Sindone:

– spalla destra

– spalla sinistra

colonna vertebrale

sagoma della linea vertebrale

rientranza fianco sinistro, maggiormente pronunciata

fondo schiena

parte superiore dei glutei

– incavo braccio sinistro

avambraccio sinistro rientrante verso la parte superiore del ventre- stessa posizione di piatto della schiena

In effetti, studiando le varie teorie, le più svariate ipotesi sulla Sindone, mi sono posto l’interrogativo: E se fosse opera di Leonardo?

Mi ha colpito la straordinaria somiglianza con l’autoritratto.

Trattasi, inoltre, della stessa “tecnica pittorica”.

Non dimentichiamo che Leonardo era un grandissimo esperto di anatomia, che con le sue strabilianti scoperte ha anticipato la scienza di diversi secoli.

Pertanto, solo lui avrebbe potuto rappresentare graficamente tutti i segni della passione sul corpo martoriato di Cristo.

Si tratterebbe della più grossa burla della storia, e nel contempo di un mistero destinato a non essere mai svelato.Il pla grande genio della Storia avrebbe inventato la fotografia, • anche la serigrafia, anticipandola di oltre tre secoll, realizzando una immagine in negativo, attraverso la proiezione e la luce.

E ciò avrebbe ottenuto, per giunta, senza usare i prodotti chimici necessari per ottenere l’impronta fotografica.

-Forse Leonardo usò aloe e mirra?

Forse proietto l’immagine con i raggi ultravioletti, o con i raggi solari?

Allora potremmo dire che la Sacra Impronta non fu creata dal Genio di Leonardo, ma dal Genio di Rodantel!!

Sta di fatto che si tratterebbe comunque di una copia, medioevale o moderna, sempre di una copia si tratta.

Pertanto, il fatto che il Genio di Leonardo avrebbe potuto eseguire l’immagine della Sindone, come ha fatto, di recente, il Dott. Rodante, non dimostra nulla; NON DIMOSTRA COMUNQUE CHE LA SINDONE CUSTODITA A TORINO SIA UN FALSO!

Una cosa è certa:

si tratta di un’ Acheropita, l’unica immagine Acheropita della storia, non dipinta né eseguita da mano umana!

La Sindone di Torino è la perfetta rappresentazione del corpo e del volto di Gesù flagellato e crocifisso impresso sul lino; e questa io definisco la “performance” , la trasfigurazione di Cristoll

Non dobbiamo meravigliarci, inoltre, della somiglianza con Leonardo, o con la Gioconda, dato che il volto Sindonico è “il volto del volti”, il prototipo del volto umano.Un’immagine di luce

In un precedente convegno, svoltosi a Messina ho definito la Sindone un’immagine di luce.

Leggendo un libro dello scienziato siciliano Francesco Rigoli ho avuto la conferma che la teoria è esatta, in quanto è dimostrata attraverso una formula matematica: T=o, la formula della luce.

La natura (metafisica) della luce secondo la nota formula t=o è la dimostrazione scientifica dell’immortalità dell’anima, ma anche della resurrezione della carne e del corpo di luce di Gesù Cristo e di tutti gli uomini, fino alla fine dei secoli.

La fisicità della Sindone è spiegabile solo “alla luce” della formula……della luce T-O, che è la formula della trasformazione dell’energia in materia e della materia in energia attraverso la luce, la formula dell’eternità della luce.

Con i suoi esperimenti Rodante ci ha rivelato la verità Cristologica del

Sacro lenzuolo.

Nessuno vide il corpo di Cristo liberarsi dalle bende e dai lini, ed ergersi trasfigurato nell’etere infinito, corpo di carne e di luce.

Nessuno ha mai descritto l’evento, neanche gli evangelisti…….!!!

L’unica “scrittura”, che attesta l’Evento, è l’impronta della Sindone, indelebile, invertita, speculare.

Gli esperimenti effettuati da Rodante hanno dimostrato che la resurrezione di Cristo fu un evento scientificamente dimostrabile attraverso un esperimento, che consiste nella riproduzione del fatto che si vuole dimostrare, nelle stesse condizioni di tempo e di luogo, in cui si ritiene che sia avvenuto: la proiezione di un lampo di luce su un telo di lino imbevuto di Aloe e Mirra.

La tela si è trasfigurata, subendo, una irreversibile metamorfosi, una mutazione molecolare per effetto del lampo di luce che si sprigiono dal corpo di Cristo Risorto.La luce, quale sostanza metafisica, non può avere una temperatura, perché non è materia.

Tanto è vero che la vivida luce che creò l’impronta della Sindone non bruciò il lino, mentre per un elementare principio di fisica avrebbe dovuto incenerirlo.

Invece non si nota alcuna traccia di bruciature sul tessuto (tranne quelle prodotte dagli incendi).

La Sindone è la “performance” di Cristo, l’atto unico e irripetibile della trasfigurazione del suo corpo, attraverso la luce, in quell’attimo senza tempo della <<morte e della>> nascita dell’ Uomo.

E’ questo il mistero e la realtà della Incarnazione del Verbo

“In principio era il Verbo”, cosi inizia il Vangelo secondo

Giovanni…………”In Lui era la Vita,e la Vita era la luce degli uomini” (Gv. 1,1,4,).

E Giovanni scrive a proposito di Gesú e degli uomini: “Veniva nel mondo la luce vera” (Gv 1,9)….

luce degli uomini”:

Ma cos’è la Luce…PPP

Quale è la vera natura della luce, la sua sostanza, la sua vera realtà fisica o ……. metafisica; è energia?, E’ materia?

Una cosa è certa: i fotoni che compongono la luce non sono atomi di luce.

Il genio di Einstain sosteneva che la luce è l’elemento fisico che raggiunge in natura la massima velocità possibile. Ma di recente la scienza ha scoperto che esiste una velocità della luce variabile fino ad essere infinita e irraggiungibile.

La luce non ha una velocità, ed è per questo che è impossibile raggiungere la velocità della luce senza diventare luce: è Immobile, Immutabile, Eterna, è l’unica sostanza metafisica dell’Universo, perché tutto il resto è nulla:”FIAT LUX et LUX FUIT; e questo il segreto e il senso, la realtà della creazione, che dimostra la vera natura della luce, quella pura energia che si irradio sul telo Sindonico, lasciando il segno indelebile del corpo e del sangue di Cristo.

La luce, data la sua natura metafisica, non può subire alcuna trasformazione. Un corpo di luce non può decomporsi.

Il verbo di luce si fece carne senza perdere la propria sostanza:

“Non da sangue, né da volere di carne siamo stati generati”, si legge sempre nel vangelo di Giovanni (Gv 1, 19).

La Rivelazione di Dio, attraverso la luce di Cristo, che si è fatto carne, ha lasciato una sola traccia: La Sindone, che è la rivelazione del corpo di Cristo, il sangue e la carne di Cristo, rimasto intatto, perché per sua natura incorruttibile:

Cristo non scrisse alcun Vangelo, ma possiamo dire con il Prof.

Rodante che la Sindone è il ” PRIMO VANGELO,” scritto con il

Sangue.

Possiamo pertanto affermare che la Sindone rappresenta, realmente e paradossalmente, il mistero dell’incarnazione di Cristo, del Verbo, della Luce.!Il telo Sindonico è materia soggetta ad usura malgrado tutte le tecniche adottate per la conservazione, ma paradossalmente l’immagine che vi è impressa non è soggetta a trasformazione né a decomposizione, in quanto si tratta di immagine di luce, per sua natura e per sua sostanza incorruttibile.

Il telo Sindonico è un telo assolutamente deperibile, che fa da supporto all’immagine della Sindone, che invece è assolutamente incorruttibile.

Così, tutte le toppe, i fori provocati da acidi ed incendi, che si espandono, polverizzando, trasformando, ossidando e distruggendo ilVoglio concludere soffermandomi sull’umanità della Sindone:

Su quella tela c’è tutta la sostanza poetica dell’ Uomo Gesû.

Al di là della Gloria della resurrezione, cè il dramma del figlio dell’uomo, con i suoi problemi, i suoi dolori, le gioie dell’amore.

Su quel volto severo si legge, o si indovina e comunque si avverte, si sente il rimpianto di una vita vissuta e spenta tra sofferenze atroci;

– le mortificazioni per le calunnie e…..gli sputi, senza il conforto di una madre, di una compagna, o………di un’amante.

La nostalgia di una vita intensa, ma troppo breve, la Madre, Lazzaro, Giovanni, la peccatrice Maria Maddalena, gli affetti dei discepoli, degli amici, del popolo che lo acclamo e lo mando a morte.

L’Amore per i nemici e i peccatori, la compassione e il perdono per i suoi carnefici.

L’immagine esprime il dolore di un sacrificio cruento e terribile, di un rito di morte che si ripeterà ogni giorno, ogni ora, ogni minuto,nel secoli, nel millenni di storia regalata e persa, di questa triste storia terrena dell’umanità:

Fate questo in memoria di me.L’IMMAGINE NON IMMAGINE

Potremmo definire la Sindone una immagine-non immagine, che appare e scompare nell’attimo in cui al manifesta, reale e virtuale, irripetibile e non riconoscibile, perché tutti gli uomini la vedano in modo diverso, in quanto l’occhio umano non riesce a distinguerla chiaramente, essendo molto sbiadita, e anche perché noi la vediamo in maniera diversa rispetto, ad esempio, alla macchina fotografica, in quanto ha un potere di risoluzione superiore all’occhio umano, e pertanto vede chiaramente la Sindone: ciò è scientificamente provato!

Solo l’obiettivo fotografico infatti, riesce a leggere nitidamente e chiaramente l’immagine, mentre la mente umana, ingannata dai sensi, la intravede, la immagina, la percepisce.

Ma il telo Sindonico non è un’illusione ottica, proprio perché l’immagine è stata perfettamente riprodotta attraverso l’obiettivo fotografico.Tuttavia l’impronta di Cristo sul telo della Sindone a occhio nudo non è perfettamente visibile; ecco perché “FORSE” l’uomo non potrà mai conoscere la verità sulla Sindone.

Accade cosi che nella facciata anteriore del lino Sindonico, il retto o fronte, che era a contatto con il corpo di Cristo, l’impronta non è chiaramente visibile, ma appare e scompare, nascondendosi agli occhi, sfumata ed evanescente, data la difficoltà per l’occhio umano di metterla a fuoco e di definire i contorni, in quanto i toni sono molto bassi, e mal si distinguono rispetto alla tela, molto vecchia e ingiallita.

Pertanto, ad un occhio non allenato l’immagine può anche non essere visibile, e apparire come una semplice macchia della tela.

Mentre, viceversa, nella facciata posteriore, il verso o retro, ove non esiste l’impronta dell’uomo Sindonico, in quanto l’immagine è

impressa soltanto sullo strato superficiale delle fibre della facciataanteriore del tessuto, il volto sindonico potrebbe egualmente apparire, emergendo dalle trame della tela, contornato dalle macchie di sangue.

Avviene cosi che, da una parte nella facciata anteriore l’impronta evanescente del volto può anche non apparire, confondendosi con le bruciature e le altre vistose macchie della tela, malgrado esista; dall’altra, un occhio abituato a vedere l’impronta del volto esistente sulla facciata anteriore, può vedere anche nella facciata posteriore della tela l’immagine del volto, malgrado essa non esista.

Sono le tracce di sangue sulla fronte e sui capelli, esistenti anche nella facciata posteriore, che creano l’illusione ottica.

Ma io mi domandose si tratta davvero di illusione ottica, o di suggestione, o si tratta di un altro fenomeno che sfugge alla ragione.Cosi tutte le copie della Sindone sono delle rozze imitazioni, in quanto non si può copiare una non immagine.

Per vedere l’immagine bisogna comprendere profondamente i significato della vaga figura di Cristo.

Secondo antichi testi pare che nel sudario custodito a Edessa l’impronta di Cristo non fosse ancora apparsa.

E quando il Sacro lenzuolo venne esposto sulla facciata della Chiesa di S. Sofia di Costantinopoli, molti rimasero delusi, perché l’Impronta era così tenue da risultare non visibile (a occhio nudo).

C’è poi il fatto che la Sindone è rimasta quasi sempre nascosta nel corso dei duemila anni di storia che seguirono la morte e la

resurrezione di Cristo.

Cosi, gli uomini hanno tenuto nascosto ciò che Cristo ha voluto lasciare come concreta e reale testimonianza della sua resurrezione!!!

Dimitri Salonia
L’immagine solarizzata di un corpo di luce
Relazione presentato al convegno !L’ecce homo e la sindone” di Dimitri Salona eccezionale scoperta

Voglio iniziare questo mio intervento con delle domande, domande che non avranno mai una sola risposta.

– Quale è la genesi o la causa efficiente delle impronte Sindoniche?

– La Sindone è un’originale o una copia?

– E’ un”impronta, un ritratto, una fotografia, o un’immagine di

Ince?

-E” un’immagine fisica o metafisica, temporale o istantanea?

– E’ figurazione o trasfigurazione?

– La tela è impressionata o stampata, o si tratta di una semplice mutazione molecolare?

Lo scopo di questo mio discorso non è di dare una risposta a queste e a tante altre domande, che hanno fatto impazzire scienziati e teologi, peccatori e santi, papi, principi, regnanti e imperatori.

Io voglio solo spezzare con voi il pane della scienza e bere il vino della poesia.

In questo percorso voglio partire dagli esperimenti di Sebastiano

Rodante, lo scienziato, l’uomo, il poeta, giunto a un passo dalla Verità, solo perché la Verità è inconoscibile.

Con i suoi esperimenti Rodante ci ha rivelato la verità Cristologica del

Sacro lenzuolo.

Nessuno vide il corpo di Cristo liberarsi dalle bende e dai lini, ed ergersi trasfigurato nell’etere infinito, corpo di carne e di luce.

Nessuno ha mai descritto l’evento, neanche gli evangelisti….indelebile, invertita, speculare.

Gli esperimenti effettuati da Rodante hanno dimostrato che la resurrezione di Cristo fu un evento scientificamente dimostrabile, attraverso un esperimento, che consiste nella riproduzione del fatto che si vuole dimostrare, nelle stesse condizioni di tempo e di luogo, in cui si ritiene che sia avvenuto: la proiezione di un lampo di luce su un telo di lino imbevuto di Aloe e Mirra, in un sepolcro completamente buio.

La tela si è trasfigurata, subendo, una irreversibile metamorfosi, una mutazione molecolare per effetto del lampo di luce che si sprigionò dal corpo di Cristo Risorto.

La Sindone è la “performance” di Cristo, l’atto unico e irripetibile della trasfigurazione del suo corpo, attraverso la luce, in quell’attimo senza tempo della ‹<morte e della ‹nascita dell’uomo.

E’ questo il mistero e la realtà della Incarnazione del Verbo

“In principio era il Verbo”, cosi inizia il Vangelo secondoGiovanni……

uomini” (Gv. 1,1,4.).

E Giovanni scrive a proposito di Gesů e degli uomini: “Veniva nel mondo la luce vera” (Gv 1,9)…

.’in lui era la vita e la vita era laGiovanni…

uomini” (Gv. 1,1,4,).

E Giovanni scrive a proposito di Gesü e degli uomini: “Veniva nel mondo la luce vera” (Gv 1,9)…

luce degli uomini”:

Ma cos’è la Luce…???

Quale è la vera natura della luce, la sua sostanza, la sua vera realtà fisica

• …….metafisica; è energia?, E’ materia?

Una cosa è certa: i fotoni che compongono la luce non sono atomi di luce.

Il genio di Einstain sosteneva che la luce è l’elemento fisico che raggiunge in natura la massima velocità possibile. Ma di recente la scienza ha scoperto che esiste una velocità della luce variabile fino ad essere infinita e irraggiungibile.La luce non ha una velocita, ed & per questo che & impossibile raggiungere la velocità della luce senza diventare luce: ¿ immobile, immutabile, eterna – è DIO.

La luce non è fotoni (materia), non è onde elettromagnetiche (energia) ma è l’unica sostanza metafisica dell’Universo, perché tutto il resto è nulla: “FIAT LUX et LUX FUIT”; è questo il segreto e il senso, la realtà della creazione che dimostra la natura metafisica della luce, quella pura energia metafisica che si irradio sul telo Sindonico, lasciando il segno indelebile del corpo e del sangue di Cristo.

La luce, data la sua natura metafisica, non può subire alcuna

trasformazione. Un corpo di luce non può decomporsi.

Il verbo di luce si fece carne senza perdere la propria sostanza:

“Non da sangue, né da volerei carne siamo stati generati”, si legge sempre nel vangelo di Giovanni (Gv I, 19).

La Rivelazione di Dio, attraverso la luce di Cristo, che si è fatto carne, ha lasciato una sola traccia: La Sindone, che è la rivelazione del corpo di Cristo, il sangue e la carne di Cristo, rimasto intatto, perché per sua natura incorruttibile:

Cristo non scrisse alcun Vangelo, ma possiamo dire con il Prof. Rodante che la Sindone è il ” PRIMO VANGELO,” scritto con il Sangue.

Possiamo pertanto affermare che la Sindone rappresenta, realmente e paradossalmente, il mistero dell’incarnazione di Cristo, del Verbo e dell

>Luce.!Potremmo definire la Sindone una immagine-non immagine, che appare e scompare nell’attimo in cui si manifesta, reale e virtuale, irripetibile e non riconoscibile, perché tutti gli uomini la vedano in modo diverso.

Solo l’obiettivo fotografico riesce a leggere nitidamente e chiaramente l’immagine, mentre la mente umana, ingannata dai sensi, la intravede, la immagina, la intuisce.

Ma il telo Sindonico non è un’illusione ottica, per il semplice motivo che l’immagine è stata riprodotta attraverso l’obiettivo fotografico, anzi rappresenta l’unica testimonianza reale della resurrezione di Cristo.

La sindone è un’immagine superficiale, in quanto è impressa solo nella superficie del telo S., e non penetra nelle fibre del lino.

Pertanto, se fosse possibile tagliare le fibre superficiali, il lino dovrebbe vedersi bianco, senza l’immagine di Cristo.

Ritengo tuttavia che l’immagine resterebbe sempre impressa sul lino, in quanto, malgrado sia superficiale, non è stata aggiunta (dipinta, stampata o fotografata) sul suddetto supporto, ma ne fa parte integrante, impronta indelebile, che non si può cancellare senza distruggere la tela, come la sua stessa trama.

Sarebbe cosi impossibile separare l’immagine dal telo Sindonico, definito “Sindone” sia per indicare il lino, che per indicare l’immagine di Cristo.Il telo Sindonico è materia soggetta ad usura malgrado tutte le tecniche adottate per la conservazione, ma paradossalmente l’immagine che vi è impressa, non è soggetta a trasformazione nó a decomposizione, in quanto si tratta di immagine di luce, per sua natura e per sua sostanza incorruttibile.

Il telo Sindonico è un telo assolutamente deperibile, che fa da supporto all’immagine della Sindone, che invece è assolutamente incorruttibile.Cosi, tutte le toppe, i fori provocati da acidi ed incendi, che si

espandono,

lino

Cristo per sempre, fino alla fine dei secoli.

Ciò apparirebbe contraddittorio e paradossale, ma non alla luce di quanto avvenne 2000 anni fa con il corpo di Cristo, che fino alla morte fu un corpo corruttibile di sangue e di carne, ma dopo il martirio e la morte fisica si conservò immutato ed incorruttibile, come il verbo, che non da sangue, né da carne fu generato.

L’immagine della Sindone non potrà essere mai contaminata, né distrutta.

La Sindone, tuttavia, non rappresenta il corpo incorruttibile di Cristo, che non è un corpo materiale, ma un corpo di luce, bensi il suo corpo fisico, di carne e di sangue, quel corpo flagellato e crocifisso nelle circostanze storiche descritte nei vangeli, con una ferita al costato (dalla quale sgorgò sangue cadaverico),quella ferita toccata da S. Tommaso, dopo la morte di Gesù; quel corpo che ad EMMAUS si nutri di pane e di vino.La Sindone non può essere interpretata alla luce della logica razionale perché Dio non si può rivelare all’uomo, ma nello stesso tempo è l’unica rivelazione possibile della “performance di Cristo”, in un attimo eterno e irrepetibile, al di fuori del tempo e dello spazio.

Trattasi di un immagine di luce che rappresenta la circolarità della vita, dove la nascita e la morte coincidono in un solo momento, oltre la comprensione umana e oltre la ragione.

Potrei dire che né i progressi della scienza, né le verità di fede nul possono aggiungere a questa misteriosa, incorruttibile immagine, n omprensibile per la mente umana, ma perfettamente descritta, con hiarezza del segno grafico sul lino Sindonico.Studiando le varie teorie, le più svariate ipotesi sulla Sindone, mi sono posto l’interrogativo: E se foste opera di Leonardo?

Mi ha colpito la straordinaria somigliánza con l’autoritratto.

Trattasi, inoltre, della stessa “tecnica pittorica”.

Non dimentichiamo che Leonardo era un grandissimo esperto di anatomia che con le sue strabilianti scoperte ha anticipato la scienza di diversi secoli.

Pertanto, solo lui avrebbe potuto rappresentare graficamente tutti i segni della passione sul corpo martoriato di Cristo.

L’opera presuppone comunque una straordinaria conoscenza dei Vangeli e delle Sacre scritture.

Ma perché Leonardo avrebbe eseguito l’opera?

Sicuramente, non per devozione a Cristo, data la personalità dell’artista e la sua natura di “eretico” o “gnostico”.

Allora, si tratterebbe della più grossa burla della storia, e nel contempo di un mistero destinato a non essere mai svelato.

Il più grande genio della Storia avrebbe inventato la fotografia, e anche la serigrafia, anticipandola di oltre tre secoli, realizzando una immagine in negativo, attraverso la proiezione e la luce.

E ciò avrebbe ottenuto, per giunta, senza usare i prodotti chimici necessari per ottenere l’impronta fotografica.

Forse Leonardo usò aloe e mirra?

Forse proiettò l’immagine con i raggi ultravioletti, o con i raggi solari?

Allora potremmo dire che la Sacra Impronta non fu creata dal Genio di Leonardo, ma dal Genio di Rodante!!!

Sta di fatto che si tratterebbe comunque di una copia, medioevale o moderna, sempre di una copia si tratta.

Pertanto, il fatto che il Genio di Leonardo avrebbe potuto eseguire l’immagine della Sindone, come ha fatto, di recente, il Dott. Rodante,non dimostra nulla e non dimostra comunque che la Sindone custodita a

Torino sia un falso.

Una cosa è certa:

la Sindone di Torino, è la perfetta rappresentazione del corpo e del volto di Gesù crocifisso impresso sul lino; e questa io definisco la

“performance” di Cristo!!

Non dobbiamo meravigliarci, inoltre, della somiglianza con Leonardo, dato che il volto Sindonico & “il volto dei volti”, il prototipo del volto”Cercate il Suo volto il tuo volto, Signore, io cerco.

Non nascondermi il tuo volto.”In un precedente convegno, svoltosi a Messina ho definito la Sindone un’immagine di luce.

Leggendo un libro dello scienziato siciliano Francesco Rigoli ho avuto la conferma che la teoria è esatta, in quanto è dimostrata attraverso una formula matematica t=o, la formula della luce.

La natura (metafisica) della luce secondo la nota formula t=o è la dimostrazione scientifica dell’immortalità dell’anima ma anche della resurrezione della carne e del corpo di luce e di Gesù Cristo e di tutti gli uomini, fino alla fine dei secoli.

Ma la natura della luce, l’unica sostanza metafisica dell’Universo, la trasformazione dell’energia in materia e della materia in energia attraverso la luce, la formula dell’eternità della luce, saranno argomenti trattati in un altro convegno ove dimostreremo che la fisicità della Sindone è spiegabile solo alla luce della formula…. .della luce T=0.Sindone.

Su quella tela c’è tutta la sostanza poetica dell’uomo Gesù.

Al di là della Gloria della resurrezione, c’è il dramma del figlio dell’uomo, con i suoi problemi, i suoi dolori, le gioie dell’amore.

Su quel volto severo si legge, o si indovina e comunque si avverte, si sente il rimpianto di una vita vissuta e spenta tra sofferenze atroci, le mortificazioni per le calunnie e…..gli sputi, senza il conforto di una madre, di una compagna, o….

…di un’amante.

La nostalgia di una vita intensa, ma troppo breve, la Madre, Lazzaro, Giovanni, la peccatrice Maddalena, gli affetti dei discepoli, degli amici, del popolo che lo acclamò e lo mando a morte.

L’Amore per i nemici e i peccatori, la compassione e il perdono per i suoi carnefici, e per l’ultimo peccatore sulla croce.

L’immagine esprime il dolore di un sacrificio cruento e terribile, di un rito di morte che si ripeterà ogni giorno, ogni ora, ogni minuto,nei secoli, nei millenni di storia regalata e persa, di questa triste storia terrena dell’umanità: “fate questo in memoria di me”.

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