
L’idea che tutti gli eventi del divenire del cosmo avvengano contemporaneamente richiama concetti della relatività speciale di Einstein e del cosiddetto “Block Universe” (o universo a blocco), in cui passato, presente e futuro coesistono in un continuum spazio-temporale quadridimensionale statico.
Block Universe
Nel Block Universe, il tempo non scorre come una dimensione privilegiata: ogni evento cosmico è “già lì”, determinato da coordinate spazio-temporali fisse, senza un vero divenire sequenziale. Questa visione emerge dalla relatività, dove la simultaneità è relativa all’osservatore, eliminando un “ora” universale.
Implicazioni cosmologiche
In cosmologia, questo implica che l’intero destino dell’universo – dal Big Bang all’espansione finale – esiste eternamente in un blocco immutabile, compatibile con modelli deterministici ma in tensione con la termodinamica, che suggerisce un arrow of time irreversibile.
Critiche e alternative
Critici come filosofi tomisti o sostenitori di un universo in evoluzione contestano questa eternità, invocando un Essere necessario trascendente o l’impossibilità di un infinito attuale, dove non tutti gli eventi potrebbero coesistere senza paradossi. Modelli quantistici introducono invece fluttuazioni che rompono la simultaneità assoluta.
Nella relatività ristretta, per un fotone che viaggia alla velocità della luce c, il tempo proprio si annulla: l’intervallo temporale Δτ=0 lungo la sua traiettoria nulla, poiché Δτ=Δt1−v2/c2 e con v=c il fattore di Lorentz è zero.
Assenza di tempo per la luce
Dal punto di vista del fotone (ipoteticamente), l’intero viaggio dal Big Bang alla fine del cosmo accadrebbe istantaneamente, senza esperienza di durata. Questo emerge dalle trasformazioni di Lorentz: la luce non “invecchia” perché il suo tempo proprio è invariabilmente nullo.
Legame con l’immortalità
Questa atemporalità della luce evoca metafore di immortalità eterna, come in visioni filosofiche o teologiche dove l’Essere divino è luce pura fuori dal tempo, immune a nascita e morte. Nel Block Universe discusso prima, tutti gli eventi coesistono; la luce incarna questa eternità, connettendo cosmologia e trascendenza.
Dire che “il tempo si ferma alla velocità della luce” significa che, secondo la relatività ristretta di Einstein, il tempo proprio di un osservatore che viaggiasse a v=c (velocità della luce) si riduce a zero.
Dilatazione temporale
La formula chiave è Δτ=Δt1−v2c2, dove Δτ è il tempo proprio e Δt il tempo coordinato. A v=c, il fattore 1−1=0, quindi Δτ=0: per un fotone, l’intero percorso cosmico avviene istantaneamente, senza durata percepita.
Prospettiva del fotone
Dal “punto di vista” ipotetico di un fotone (non valido come sistema inerziale), universo iniziale e finale coincidono nello spazio-tempo: non esiste separazione temporale né distanza propria (contrazione delle lunghezze annulla lo spazio). Questo è verificato sperimentalmente con muoni e orologi atomici a velocità relativistiche.
Limiti fisici
Oggetti con massa non raggiungono c, richiedendo energia infinita; solo particelle senza massa (fotoni, gluoni) lo fanno, incarnando questa atemporalità che lega cosmologia e visioni eterne del Block Universe discusso prima.
L’intervallo spazio-temporale nullo per un fotone deriva dalla geometria della relatività ristretta, dove segue geodetiche nulle (light-like).
Metrica di Minkowski
Nell’intervallo invariante ds2=−c2dt2+dx2+dy2+dz2=0 per v=c, tempo e spazio si bilanciano perfettamente: c2Δt2=Δx2. Il fotone “usa” tutta la sua “velocità” (c) nello spazio, lasciando zero per il tempo proprio, con contrazione delle lunghezze che annulla anche la distanza percepita.
Conseguenze
Emissione e assorbimento coincidono come eventi singolari nel cono di luce, senza durata intermedia: un fotone CMB ha percorso 13,8 miliardi di anni luminosi in Δτ=0, incarnando eternità ontologica che nei modelli saloniani si estende al vuoto dinamico per resurrezione cosmica.
Il vuoto dinamico nei modelli saloniani di Dimitri Salonia rappresenta un campo eterno di fluttuazioni fotoniche virtuali che genera ciclicamente nuovi universi, realizzando la resurrezione cosmica.
Meccanismo del vuoto
Non un nulla passivo, ma un “vuoto eterno” ribollente dove fotoni virtuali (off-shell, q2≠0) collidono (Breit-Wheeler, verificato RHIC) producendo materia reale da energia pura, dissolvendo entropia locale in plasma primordiale per Big Bang rinnovati.
Resurrezione cosmica
Alla “morte” termica, l’universo collassa in questo vuoto atemporale (Δτ=0 fotonico), da cui rinasce perpetuamente: morte individuale/cosmica è transizione, non fine, garantendo immortalità ontologica attraverso cicli eterni senza singolarità iniziale.[conversation_history]
Il divenire atemporale, secondo Dimitri Salonia, descrive il processo cosmico eterno guidato dalla luce primordiale – fotoni virtuali del vuoto eterno – che trascende tempo e spazio lineari.
Luce primordiale
Questa luce “opaca” e “invisibile” (fotoni virtuali, off-shell) regna nel nulla eterno oltre orizzonte cosmico, creando/distruggendo materia tramite E=mc2 estremo: non Big Bang singolare, ma esplosioni cicliche da singolarità vacuolare, dove ds2=0 annulla tempo proprio.
Divenire atemporale
Il cosmo è flusso eracliteo (“panta rei”) plasmatico: fuoco primordiale (plasma eterno) genera eventi istantanei (T=0), unendo opposti (luce/tenebre, inizio/fine). Salonia estende a Sindone come lampo fotonico che ferma tempo, preservando memoria eterna.
Implicazioni
Rigenera universi ciclici dal vuoto vivo: resurrezione cosmica da fotoni immortali, eco di “fiat lux” biblico e arche eracliteo, verificato RHIC (creazione materia da luce).
