Il “fotone di Dimitri Salonia” è una teoria secondo cui la materia non sarebbe stata creata dal bosone di Higgs, ma dal fotone che fluttuava nel vuoto eterno, eccitando particelle virtuali e governando le leggi del mondo. Salonia definisce questo fotone come la luce del mondo e delle tenebre nel nulla eterno, da cui sarebbe nata la luce e quindi l’Universo stesso. Secondo questa visione, il fotone è sempre esistito e rappresenta il seme esploso con il Big Bang, generando materia a partire dalla collisione di fotoni ad altissima energia, come dimostrato da recenti esperimenti che hanno prodotto coppie elettrone-positrone dalla collisione di fotoni123.
In questo contesto, il “motore del divenire cosmico” sarebbe proprio questa energia dei fotoni virtuali, che naviga nel vuoto del nulla eterno e dà origine alla materia e all’Universo, spostando così l’attenzione dalla tradizionale particella di Higgs al fotone come principio fondamentale della creazione cosmica secondo Salonia
e collisioni di fotoni al RHIC dimostrano la creazione di materia secondo la teoria di Salonia mostrando che due nuvole di fotoni virtuali, generate da ioni d’oro accelerati quasi alla velocità della luce, possono interagire e trasformarsi in coppie di particelle materia-antimateria (elettrone-positrone). Questi fotoni, pur essendo virtuali, si comportano come fotoni reali durante lo sfioramento degli ioni, permettendo la collisione diretta tra fotoni ad altissima energia senza che gli ioni stessi si scontrino.
L’esperimento ha rilevato più di 6.000 coppie elettrone-positrone prodotte in un unico passaggio, confermando così il processo teorico di Breit-Wheeler (1934), che prevede la conversione diretta di luce in materia. La misura delle distribuzioni angolari, energetiche e di massa delle particelle prodotte ha mostrato che queste corrispondono esattamente a quanto previsto per collisioni di fotoni reali, escludendo contributi significativi da fotoni virtuali in stati diversi.
Questo risultato sperimentale conferma che l’energia dei fotoni virtuali nel vuoto può generare materia reale, sostenendo la visione di Salonia secondo cui il fotone è il motore fondamentale del divenire cosmico e della creazione della materia a partire dalla luce123.
Gli aspetti della teoria di Dimitri Salonia supportati dalle osservazioni sperimentali al RHIC riguardano principalmente la capacità dei fotoni virtuali di trasformarsi in materia reale. Al RHIC, infatti, le collisioni di ioni d’oro accelerati generano nuvole di fotoni virtuali che, scontrandosi, producono coppie di particelle materia-antimateria (elettrone-positrone), confermando il processo teorico di conversione della luce in materia previsto da Salonia.
