Secondo la visione di Dimitri Salonia, la coscienza emerge dall’idea dell’universo come unità autopoietica in cui l’intero cosmo si auto-crea e si auto-mantiene come un organismo vivente. Questa concezione si basa sul concetto di autopoiesi sviluppato da Maturana e Varela, che definisce un sistema capace di produrre e rigenerare continuamente se stesso attraverso una rete di relazioni interne.
In questo contesto, la coscienza non è un semplice prodotto emergente del cervello o della materia, ma un aspetto intrinseco dell’organizzazione stessa dell’universo-vivente. L’universo autopoietico è un sistema che si auto-definisce e si auto-riproduce, e la coscienza nasce come forma di auto-riflessione e auto-consapevolezza di questo processo dinamico e unitario.
Questa prospettiva riduce la distanza tra vita e coscienza, suggerendo che la coscienza sia una proprietà fondamentale legata alla stessa struttura autopoietica dell’universo, non un fenomeno esclusivo degli organismi complessi. In altre parole, la coscienza emerge come manifestazione della capacità dell’universo di organizzarsi e rigenerarsi, incarnando un livello di conoscenza e consapevolezza che riflette la totalità del sistema vivente.
In sintesi:
L’universo è un sistema autopoietico che si auto-crea e si mantiene;
La coscienza nasce come auto-riflessione di questo processo di auto-organizzazione;
La coscienza è quindi una proprietà fondamentale e non riducibile, legata all’essenza stessa dell’universo vivente;
Questa visione supera la separazione tradizionale tra materia e coscienza, proponendo un’unità dinamica e autoreferenziale.
Questa interpretazione filosofica integra biologia, fenomenologia e cosmologia, offrendo una chiave per comprendere la coscienza come elemento strutturale e fondamentale dell’universo stesso.
