-Akasha, pieno cosmico, da cui tutto origina (l’onda quantistica che si identifica con l’Energia del vuoto di Dimitri Salonia)
-Teoria Orch OR Roger Penrose e Stuart Hameroff suggeriscono che la coscienza sia un’onda quantistica che interagisce con l’Universo e che la coscienza emerge da processi quantistici nei microtubuli delle cellule nervose e si estende ed è interconnessa con tutto l’Universo creando una rete di consapevolezza condivisa!
Alcuni teorici affermano che la coscienza è una forma di energia vibrante parte integrante della struttura dell’universo il che implica una connessione tra l’individuo ed il cosmo.
Tutto questo è in sintonia con la teoria di Dimitri Salonia che tutto è Energia e vibrazione (che ha dato origine all’Universo) e che la materia non esiste, dato che esistono soltanto onde di probabilità e vibrazioni del vuoto che costituisce il 99,999999999 dell’atomo.
La teoria di Penrose e Hameroff postula che i microtubuli possono avere strutture frattali facilitando fenomeni quantistici come la super posizione e l’entanglement.
Timoth Palmer propone che la coscienza sia radicata in una geometria frattale dell’universo.
Tutto questo dimostra che microcosmo e macrocosmo coincidono, essendo interconnessi dato che non esistono dimensioni diverse dalla stessa realtà interconnessa, che zero uguale infinito che il punto zero coincide con lo zero assoluto che la sfera che si estende all’infinito è un punto e conferma la teoria di Dimitri Salonia.
Carmen DI Muro sostiene che l’anima è la stessa composizione vibrazionale dell’Universo, non è materia e sopravvive alla morte. L’energia è immortale come immortale è la coscienza cosmica universale.
Noi siamo costituiti da quanti; il quanto è pura energia e il corpo umano rappresenta la vibrazione più densa dell’energia.
Il corpo fisico come le particelle e la materia non sono altro che vibrazione condensazione dell’energia del vuoto che è l’unica realtà pura potenzialità, onde di probabilità secondo la teoria di Dimitri Salonia ed è presente fin dall’inizio dell’universo e si estende all’infinito trovandosi ovunque al di fuori degli usuali vincoli dello spazio-tempo e sfugge alla tradizionale comprensione delle leggi della fisica classica.
Ciò significa che tutto ciò che esiste in natura fa parte della stessa fonte dell’esistenza di quel campo di informazione che intesse le trame della vita.
La riduzione obiettiva orchestrata.
La coscienza esiste al di fuori degli usuali vincoli dello spazio/tempo e sfugge alla tradizionale comprensione delle leggi della fisica classica. Essa è energia non locale e il suo campo d’azione non va concepito entro i confini del corpo fisico ma al contrario in modo esteso all’infinito, non esaurendosi a livello dell’interno ma trovandosi ovunque. Tale principio è ciò che le avveniristiche concettualizzazioni di neuro dinamica quantistica di due scienziati di fama mondiale, lo studioso americano Stuart Hameroff ed il fisico inglese Roger Penrose i quali partendo dalla visione del nostro cervello come del computer biologico, sostengono che la nostra esperienza di coscienza sia il risultato di vibrazioni quantiche che avvengono microtubuli ovvero strutture intracellulari che collegano i processi neuronali ai processi di auto-organizzazione nella quantica proto-cosciente della realtà. Tale processo è stato definito con il nome di riduzione obiettiva orchestrata (da orchestred objective reduction) e spiega come si genererebbe un atto di coscienza sulla base di informazioni quantistiche
L’anima di ognuno di noi è perciò molto di più che il prodotto della semplice interazione dei neuroni nel cervello ma è della composizione vibrazionale dell’universo una formazione naturale presente fin dall’inizio nella materia che arriva alla sua completa essenza nell’uomo acquistando sempre piu’ ordine e informazione, nell’interazione continua e costante con la materia della creazione a cui appartiene.
Il filosofo americano Thomas Nagel afferma che è probabile che una comprensione dell’Universo in quanto fondamentale incline a generare la vita e la mente richiederà di allontanarsi dalle forma familiari di quello che io sono attualmente in grado di concepire
La ricerca del filosofo americano è pertanto indirizzata verso un principio unitario che sia in grado di ricomprendere l’originarsi di tutte le cose: atomi, materia, cellule, vita, neuroni, coscienza; un principio che perciò non può sottostare a quella riduzione materialistica che, privilegiando solo le discipline fisiche, chimiche, biologiche, tenderebbe – di fatto e di diritto – a rimuovere la peculiarità della mente dalla visione scientifica dell’universo. Per Nagel invece scoprire qualcosa sulla nostra mente, su come funziona, può rivelare qualcosa di più fondamentale sulla stessa totalità dell’universo, perché esso deve avere proprietà tali da permettere non solo la formazione di stelle, montagne organismi viventi, ma anche la comparsa di quegli organismi complessi, quali noi siamo; capaci fra l’altro di produrre conoscenze su noi stessi e sullo stesso universo in cui ci capita di esistere.
In base alle innate capacità umane di auto trascendenza, si può ritornare al tema della coscienza cosmica e al senso di unità cosmica come alla ricerca di una teoria del tutto per giungere ad una spiegazione razionale di tutta la realtà, noi compresi.
E’ questa poi l’idea che sta alla base della ricerca. E d’altra parte, l’idea che ci possa essere questa unità cosmica come radice, profonda e diffusa, di res cogitans e di res extensa non sembra più apparire così stravagante o assurda non solo sul piano filosofico ma anche su quello dell’indagine scientifica. E’ questa poi l’idea che sta anche alla base della ricerca filosofica-scientifica di Ervin Laszlo per il quale “l’universo che osserviamo ed abitiamo è il prodotto di un mare di energia che esisteva prima che esistesse qualsiasi cosa” ed è anche un universo informato ossia essenzialmente impregnato di una proto-coscienza costitutiva e pervasiva di tutto il cosmo che, a mio avviso, si potrebbe ben indicare come “ coscienza cosmica”.
Le connessioni presenti nell’universo oltre che essere connessioni di particelle costitutive della sostanza materiale ed energetica dell’universo stesso sono anche connessioni di elementi più sottili, estremamente attive ed efficaci, in grado di formare una connessione coerenza in grado di trascendere anche lo spazio ed il tempo: sono queste le informazioni che si muovono in un vuoto quantico che, ben lungi dall’essere vuoto, è in realtà un pieno cosmico attivo e fisicamente reale. Per questo pieno cosmico, Lazslo utilizza il termine AKASHA che in sanscrito significa etere, spazio onnipervadente, elemento fondamentale che comprende tutti gli altri (aria, fuoco, acqua, terra), “esso è il campo originale da cui sono emersi atomi e particelle, stelle e pianeti, corpi umani ed animali, e tutte le cose che possono essere viste e toccate. Si tratta di un supporto dinamico pieno di energia in fluttuazione perpetua. Il vuoto è costituito dall’Akasha e dal Prana raggruppati in un’unica cosa; l’utero di tutta la forza dell’Universo. Un grembo primordiale, dunque, da cui tutto si originale in cui tutto permane.
