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L’esperimento del 2006
La lastra serigrafia, che riproduce con i toni invertiti, l’immagine del volto dell’uomo della Sindone (che è un’ immagine negativa), è la copia del volto di Cristo (positivo) che per contatto s riprodotta , con i toni invertiti (in negativo)sul telo sindonico, fotosensibile perché imbevuto di Aloe e Mirra, per effetto del lampo di luce sprigionatosi dal corpo avvolto nel telo.
Noi non facciamo altro che ripetere, riprodurre con un esperimento scientifico, il fatto avvenuto circa 2000anni fa nelle stesse condizioni e con gli stessi strumenti.
L’immagine reale (il volto)
Il telo imbevuto di aloe e mirra
Il contatto
Il lampo di luce
Trattasi comunque di un evento inspiegabilmente straordinario.
Tutte le verità scientifiche sono sperimentali.
La teoria diventa verità scientifica dopo che viene sperimentata.
L’esperimento consiste nel procedere alla riproduzione del fatto che si vuole dimostrare nelle stesse condizioni di tempo e di luogo in cui si ritiene che sia avvenuto.
“La produzione di un lampo di luce su un telo di lino imbevuto di aloe e mirra;in un sepolcro completamente buio”.
Ai fini dell’esperimento contano soltanto le impronte autentiche, già esistenti fin dal tempo dell’evento, le tracce di sangue molto evidenti in positivo e l’immagine del volto, evanescente in negativo (apparentemente in negativo, ma in effetti ritratta di un immagine tridimensionale per contatto, e non di un’immagine fotografica negativa).
“Esperimento dei tre flash” di Dimitri Salonia (2006) è un tentativo di riprodurre l’impronta della Sindone mediante lampi luminosi brevi e sovrapposti per simulare una solarizzazione puntiforme dell’immagine; l’autore sostiene che tre impulsi successivi producano caratteristiche dell’immagine sindonica osservabili sulla tela.
Contesto e obiettivo
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Scopo: verificare se un’emissione molto breve e intensa di luce possa creare su fibre di lino un’impronta visibile simile a quella della Sindone, senza usare pigmenti o contatto diretto con un corpo.
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Motivazione teorica: Salonia interpreta l’immagine sindonica come effetto di un “lampo” di energia (concetto interpretato in chiave artistica e sperimentale) e nel 2006 propose una procedura con tre flash per riprodurre certi aspetti tonali e morfologici dell’immagine.
Metodo sperimentale (sintesi)
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Supporto: campioni di lino simili per trama e composizione alla Sindone (secondo la ricostruzione dell’autore).
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Fonte luminosa: impulsi di luce ad alta intensità (lampi molto brevi), con sequenza di tre flash a intervalli ridotti; l’intensità e la durata non sono equivalenti a un’esposizione termica prolungata, ma a impulsi rapidi e concentrati.
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Procedura: posizionamento di un “oggetto” o modello tridimensionale tra sorgente e tessuto per creare variazioni di distanza e dunque di esposizione locale; registrazione delle immagini ottenute sui tessuti e analisi visiva/strumentale delle caratteristiche (contrasto, definizione, superficialità dell’impronta).
Risultati osservati (come riportato da Salonia)
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Impronte con gradazioni chiare-scure che l’autore ritiene comparabili ad alcuni aspetti dell’immagine sindonica, in particolare nella predominanza di un’impronta superficiale sulle fibre senza deposito pigmentario evidente.
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Effetto di “solarizzazione” locale: parti superficiali della fibra appaiono alterate otticamente in modo diverso rispetto allo sfondo, secondo l’autore un risultato coerente con l’ipotesi di esposizione luminosa intensa e brevissima.
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Limiti riconosciuti: le riproduzioni non riproducono tutti i dettagli anatomici e la complessità chimico-fisica dell’originale.
